Cos'è l'Empatia?

09.11.2019

Cari amici,

in seguito alla pubblicazione del mio libro "Empatia, Accoglienza, Congruenza", mi capita più spesso del solito di ricevere richieste di chiarimenti su cosa sia l'empatia.

Così ho pensato di offrirvi un piccolo estratto del libro, sperando possa suscitare un interesse sempre maggiore su un tema cosi interessante, profondamente umano e arricchente per le nostre vite e relazioni.

...buona lettura! :)

Il termine empatia deriva dal greco: "en"=dentro e "patheo"=sentire.

L'empatia è quel meccanismo della mente umana mediante cui si diventa capaci di comprendere e sentire le emozioni, i sentimenti, i pensieri, i bisogni e le intenzioni altrui come se in quel momento si potessero vivere in prima persona.

Risulta importante sottolineare quel "come se", per non cadere in meccanismi di identificazione con la persona che si ha di fronte [...] Se questa qualità di «come se» manca, allora lo stato è quello dell'identificazione.

Significa perciò sentire la ferita o il piacere di un altro come lui lo sente, e di percepirne le cause come lui le percepisce, ma senza mai dimenticarsi che è come se io fossi ferito o provassi piacere, e così via. 

Si nota poi come l'esperienza altrui riguarda sia gli aspetti emotivi, sia quelli cognitivi... comprendere quindi anche quegli aspetti legati al mondo soggettivo dei suoi pensieri e dei suoi significati, oltre che delle sue emozioni 

In questo modo, un educatore empatico non si limiterà a cogliere le emozioni dei suoi educandi, ma ne comprenderà anche le cause e il loro significato nell'esperienza soggettiva dell'educando.

Così, a esempio, riuscirà a percepire che «l'educando è arrabbiato, perché l'ho escluso dal gioco; rifiuta di lavorare, perché il suo lavoro non è mai stato preso in considerazione», e così via.

Si conclude questa breve esplorazione del termine empatia con le parole che seguono: «L'empatia è un linguaggio che ci mette nella condizione di inoltrarci nei complessi e impegnativi sentieri della vita interiore dell'altro, sperimentandola come propria, pur continuando a conservare la nostra posizione di osservatori.

Avviene quindi che, dove opera l'ascolto empatico, la parola è accolta e compresa come parola vissuta e non semplicemente pronunciata.

L'ascolto empatico utilizza le antenne del cuore [...] è solo attraverso le emozioni che è possibile metterci nei panni dell'altro, nella pelle dell'altro, e sintonizzarci sulla lunghezza d'onda del suo mondo soggettivo».