relazione tra mondo adulto e giovanile: una riflessione socio-pedagogica
In queste ultime settimane, dalle periferie parigine sono iniziate una lunga serie di proteste che si sono allargate nel resto d'Europa a macchia d'olio.
La mia riflessione si sofferma non sull'aspetto politico ma su un punto che secondo me è stato trascurato:
LA RELAZIONE TRA ADULTI E GIOVANI IN QUESTI EVENTI.
In particolare, alcune immagini che mi hanno colpito sono queste:
Le riflessioni nate in me nel vedere queste scene sono lunghe e molteplici, ma in sintesi le accorperei in tre punti:
1- Vedendo questi adulti proteggere con responsabilità dei giovani che non erano i loro figli, ho ripensato alla teoria dello sviluppo psico-sociale di Erikson: la generatività dell'età adulta non si esprime solo a livello biologico ma anche attraverso la capacità di generare, prendersi cura, accompagnare e contribuire alla crescita delle altre persone.
2- C'è troppa durezza e al contempo carenza di conoscenza sulla condizione sociale dei giovani.
Uso qui le parole di un mio vecchio professore universitario, Renato Mion: "nelle opinioni dell'italiano medio, il tono con cui si parla delle nuove generazioni è spesso tagliente, caratterizzato dalla diffidenza, dal sarcasmo, dal rimprovero. Sovente i giovani vengono presentati come nullafacenti, pigri, con poca voglia di lavorare[...]. Il loro ribellismo viene al tempo stesso criticato, messo in ridicolo e temuto [...]. una classe potenzialmente pericolosa, perchè non del tutto controllabile".
3- L'ultima riflessione ho deciso di non condividerla: preferisco fare mia l'arte maieutica del porre domande, per suscitare in te una riflessione autonoma a riguardo.
Ti domando quindi:
Secondo te, perchè la presenza di quegli adulti ha evitato che quei ragazzi fossero aggrediti?
Perchè davanti ad un adolescente il poliziotto si sente autorizzato a colpire, ma davanti al suo professore no?
Che tipo di rapporto hanno avuto quei professori nei confronti di quei ragazzi, e che tipo di rapporto hanno avuto quei poliziotti nei confronti di quei ragazzi?
Se hai voglia di condividere le tue riflessioni a riguardo con me, clicca qui: sarò felice di leggerti!
«Se oggi tu hai il diritto di alzarti, di fare le tue obiezioni, di protestare dinanzi al Presidente della Repubblica che ti ascolta con tanta fraternità, lo devi anche a questi uomini dai capelli bianchi che si sono battuti per la tua libertà, e per la libertà di tutti i giovani.» Pertini, 1980
